unione dei comuni della val d'Arzino
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COMUNICATO

 
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  CONVEGNO del 23 NOVEMBRE 2001
 
LE UNIONI DI COMUNI: ESPERIENZE A CONFRONTO

Vito d'Asio (Pordenone) - 23.11.2001

DICHIARAZIONE FINALE

Le motivazioni del sorgere delle nostre Unioni, si individuano certamente nella esiguità di risorse finanziarie ed organizzative degli Enti Locali, ma limitarsi a questa osservazione è, per noi, riduttivo.

Riteniamo, tuttavia, che prevalente sia stata l'esigenza di affrontare, per affrontarli e non solo per discuterli, i comuni problemi dei territori compartecipanti.


Abbiamo ritenuto che la scelta della gestione unitaria possa rivelarsi la soluzione in grado di portare risultati vantaggiosi nel rispetto di tutte le specificità.


Siamo consapevoli che decisioni di tale portata implicano profondi cambiamenti anche e soprattutto culturali che non possono prescindere da un organico disegno politico e, che non può non essere collegato con le attese delle Amministrazioni interessate.

Apprezziamo la decisione del legislatore di riconoscere le Unioni di Comuni indipendentemente dalla proiezione verso una fusione coatta. Se l'Unione è la scelta di uno strumento organizzativo e giuridico in mano agli Amministratori, la fusione è, infatti, una eventuale ma successiva scelta dei cittadini e solo di essi.


E' un passo enorme che senza un grande cambio di mentalità non si può compiere, una "rivoluzione culturale" per la nostra realtà e per qualsiasi realtà civica.


Costatiamo che non è stata ancora compiutamente posta la necessaria e particolare attenzione alle soluzioni delle problematiche degli Enti locali in generale, e particolarmente delle Unioni di Comuni. Ma non è tardi per farlo.


Chiediamo allo Stato e alle Regioni di non abbandonarci nel percorso che abbiamo attivato e di sostenere i nostri programmi e le nostre scadenze perchè sono momenti di attuazione del più ampio progetto di modernizzazione della Pubblica Amministrazione.


Chiediamo e proponiamo allo Stato e alla Regione un costante confronto con le Unioni di Comuni per poter verificare l'avanzamento del progetto che si sta attuando.



Chiediamo altresì alle Associazioni delle Autonomie locali che ci rappresentino in modo significativo e intraprendano convinte ed efficaci iniziative a favore delle Unioni di Comuni.


E' improponibile ritenere che il processo rivoluzionario che si è innestato con le Unioni si concluda in liniti temporali predefiniti perchè rappresenta un lungo percorso di crescita e di profondo cambiamento culturale e condiviso dalla nostra gente.


E' obbligatorio per noi che la realtà amministrativa delle Unioni di Comuni comporti la verifica puntuale della fattibilità dell'iniziativa, e costantemente sia monitorato il suo avanzamento.



Sia assicurato l'adeguato rapporto economico tra costi e benefici del progetto, siano scongiurate ipotesi di sovrapposizione di ruoli, funzioni e ambiti e le conseguenti situazioni meramente strumentali.



Cosa riteniamo sia necessario oggi:

  • E' necessario nel riconoscere e finanziare nuove Unioni prima verificare che esse rispettino l'equilibrio economico di un buon rapporto costi-benefici;
  • E' necessario che alle Unioni nate e che intendono continuare, si possano assicurare i mezzi necessari per mettere a regime la struttura organizzativa e altresì i progetti di sostegno delle popolazioni;
  • E' necessario ricomprendere i Comuni che percorrono questa strada tra le posizioni prioritarie nei criteri di assegnazione delle risorse;
  • E' necessario che lo Stato e le Ragioni investano anche nel percorso culturale cui la popolazione è chiamata assicurando idonee risorse e strumenti che aiutino i Comuni in questa non facile operazione.